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COMUNICAZIONE AZIENDALE E VERSATILITÀ DEL VIDEO-MARKETING

07 gennaio 2026

Una delle principali strategie del video marketing non può non essere focalizzata sulla comprensione di come riuscire a farsi spazio, e a costruire consenso, in un ambiente economico-commerciale attualmente iper-mediatizzato, e sempre di più appesantito da sovraccarico informativo e da continuo flusso di contenuti. Situazione nella quale diviene inevitabile puntare sugli elementi di maggiore forza distintiva in relazione al prodotto offerto.
Tenendo in proposito presente che, nel caso dell'agroindustria, il territorio può essere il fattore su cui puntare sul piano della comunicazione, focalizzandosi in particolare sull'autenticità del prodotto.
Anche se un ulteriore driver da considerare in tal senso è quello contenuto e rappresentato dalla tradizione attraverso l'innovazione, rappresentato da processi che, se supportati da brevetti o oltre forme di tutela della proprietà intellettuale, nella mente del consumatore possono favorire la trasformazione di un prodotto semplicemente tradizionale in un'icona gastronomica, idonea per essere proposta a segmenti premium della clientela. Più in generale non va inoltre trascurata una comunicazione che dia risalto anche ai traguardi dall'impresa raggiunti in ambito ESG e digitale. Che possono ben essere proposti mediante video che illustrino tutte le tappe superate ai fini della creazione della mappatura degli impatti ambientali, della rendicontazione della sostenibilità, ecc. E che, per solleticare in continuazione l'attenzione su brand e/o azienda, possono essere utilizzati anche parzialmente su brand tv e radio, oltre che sui siti web e portali informativi.
Ulteriori punti di forza del ricorso al video marketing possono essere fatti emergere proficuamente dallo storytelling. In quanto tale strumento pubblicitario è potenzialmente in grado di esercitare una complessa funzione di natura informativo-psicologica, che lambisce l'ambito dell'infotainment. Vale a dire quella di veicolare importanti informazioni di MKT, descrittivo dei successi gestionali raggiunti nel corso del tempo, coniugandola con la funzione di intrattenimento del potenziale consumatore (entertainment), se catturato da una sequenza di eventi che alimentino il piacere della scoperta nel corso della narrazione. Ciò avviene in particolare quando la narrazione filmica è in grado di alimentare le risorse del retro marketing. Ovverosia quando il mix di emozioni suscitabili nel potenziale consumatore alimenta il piacere della memoria e quei motivi di nostalgia ad essa collegabili. Basti pensare al cosiddetto marketing nostalgia, molto performante in aree caratterizzate dalla rilevante presenza consumatori/fruitori non più giovani, e, però, desiderosi di rivivere ricordi d'infanzia attraverso un'esperienza familiare ma aggiornata. E come ben esemplificato da quella declinazione del MKT in gergo denominata kidult (crasi di: bambino-adulto).
Inoltre il video-marketing - applicato nelle due declinazioni dell'anticipation MKT e dell'ironic advertising - risulterà verosimilmente meglio performante della pubblicità generata dall'intelligenza artificiale, nell'attirare l'attenzione della clientela giovanile. Vale a dire con l'anticipation, che favorisce la creazione di senso di appartenenza e community in relazione a interessi e scelte di vita condivisibili; e l'ironic che alimenta un rapporto voluttuario e di maggiore leggerezza con il brand.
Da ricordare, però, che i vantaggi strategici del ricorso al video marketing sono anche il risultato della conformazione del mix intertemporale dei contenuti della comunicazione. Dato che, per rendere performanti e riconoscibili le promesse della campagna commerciale – e fare arrivare i messaggi alle persone giuste al momento giusto - risulta inevitabile per l'impresa modificare nel corso del tempo non solo contenuti dei video-filmati, ma anche lo stile comunicativo, (temi, canali e stili di scrittura), in modo da adattarsi alle diversificate percezioni intertemporali dei messaggi da parte dei target di persone selezionate.
Obiettivo conseguibile quindi bilanciando opportunamente, nel corso del tempo e del flusso delle comunicazioni, la creazione di contenuti organici e di contenuti a pagamento; tenendo presente, in merito, che questi ultimi vengono creati per mostrarli ad un pubblico più ampio e targettizzato in base a specifici parametri, quali ad es. localizzazione geografica, età, professione. Ma, anche in tal caso, non può non emergere l'importanza della professionalità del video-maker, che deve sapere rendere visivamente catturabili - ad. es. nella composizione di parole e di postura di un testimonial intervistato - il senso di fiducia e di lealtà al brand che il consumatore/fruitore deve percepire.






TUMULTUOSITA' GEOPOLITICA E COMUNICAZIONE D'IMPRESA

07 gennaio 2026

Oggi la geopolitica non può più essere considerata un fattore esterno, seppure di rilievo, della gestione d'impresa, ma deve essere invece essere fatta rientrare "proattivamente" nelle decisioni interne delle strategie di commerciali e di comunicazione. In altre parole, È necessario cercare di integrare la risk intelligence nella business intelligence, al fine di utilizzare la comunicazione strategica per affinare in primo luogo le modalità della concorrenza con prodotti dei rivali – se ad es. questi ultimi sono avvantaggiati da modifiche daziarie, o non colpiti da sanzioni o embarghi commerciali – e in tal caso aumentando gli sforzi per la visibilità dei propri prodotti/servizi. Ma, in secondo luogo, anche come strumento pubblicitario di proattivo supporto ad investimenti per la penetrazione commerciale in nuovi mercati esteri.
Questa problematica richiede pertanto di considerare in termini strategici talune funzionalità della comunicazione, focalizzandosi in specifico su quelle modalità di presentazione, del brand o prodotto, idonee ad essere adattate con tempestività alle mutevoli esigenze informative di diversificati utenti/consumatori, abituati a percepire ed interpretare il messaggio pubblicitario in base agli schemi mentali dominanti nelle proprie culture locali. Ma modalità spiegate anche dall'affermarsi di stati emotivi intrisi dell'incertezza dominante, che inducono a prediligere quelle specifiche soluzioni pubblicitarie più adatte a rispecchiare desideri ed ansie nuove, o di maggiore attuale impellenza rispetto ad altre del passato.
È in un simile contesto operativo, caratterizzato da intertemporalità delle occasioni per comunicazioni strategiche e dalla penetrazione di nuovi segmenti di clientela potenziale, che emerge anche il ruolo delle pubbliche relazioni. È stato infatti opportunamente osservato che, se il marketing spinge un prodotto, le pubbliche relazioni costruiscono il palcoscenico sul quale quel prodotto acquista valore. Significa passare dal "cercare clienti" al "venire cercati" perché il mercato ti percepisce come l'unica autorità credibile in quel settore specifico". (N1)
Ma l'attuazione di queste azioni in un contesto geopolitico e geoeconomico in forte evoluzione temporale, richiede però anche la capacità di coinvolgere professionalità interne, od esterne all'impresa, in grado di avvalersi sia dei necessari supporti pubblicitari, che della creazione di appositi eventi mediatici. Ne consegue che l'insieme di tali compiti, per una impresa vocata ad attutire, od ampliare, gli effetti transnazionali di misure geo-economiche, richiederebbe a sua volta di dedicare maggiore impegno alla realizzazione di appositi project work intertemporali che, alla stregua di living documents, consentano di monitorare nel tempo l'impatto complessivo delle nuove azioni di comunicazione, digitale e non.
Mentre la peggiore minaccia che le vicende geopolitiche possono creare alla comunicazione aziendale è forse rappresentata dai danni reputazionali ascrivibili alla diffusione su scala globale di notizie, non sempre vere, come quelle di infrazione di norme internazionali, quali ad es. le sanzioni economiche internazionali. Danno che può risultare maggiormente elevato nel caso di imprese quotate.
In sintesi, quello che rileva - dunque - in contesti di turbolenza geopolitica, è l'esigenza di una maggiore consapevolezza delle potenzialità, e anche dei rischi connessi all'esposizione pubblica dell'immagine e del brand dell'impresa. Ottenibile verificando tempestivamente cosa di questa viene detto, o posto in pubblica visione anche involontariamente - e da chi - nonché cercando di migliorare abilità analitiche e sensibilità delle risorse umane preposte alla tutela dell'asset aziendale rappresentato dalla reputazione.



(N1)Ved: Public Relations: la strategia per scalare il mercato nel 2026 | LinkedIn






PUBBLICITA’ E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: OPPORTUNITA’ E RISCHI

07 gennaio 2026

I contributi dell’Intelligenza Artificiale (IA) alla realizzazione e alla fruizione dei messaggi pubblicitari sono attualmente ampi e benefici, tanto da non poterne fare a meno. L'IA in primo luogo alimenta l'analisi predittiva, consentendo di prevedere interessi, tendenze e i comportamenti di acquisto dei consumatori, grazie a machine learning e analisi dei big data, che permettono di individuare i clienti target con maggiore precisione, analizzandone il comportamento su social media, su piattaforme digitali e motori di ricerca. Con gli indubbi benefici, rispetto alla pubblicità tradizionale, di evitare messaggi promozionali scarsamente personalizzati, se non unidirezionali, sostituendoli con l’ottimizzazione - in tempo reale - di campagne mirate ed interattive. >br> Grazie ai modelli di IA generativa è inoltre possibile creare testi, immagini, headlines e video in pochissimo tempo, mentre gli algoritmi sui quali opera possono segnalare taluni pattern nei dati, altrimenti di difficile identificazione, oltre a fornire in automatico suggerimenti per ottimizzare le performance delle campagne di MKT.
Ciò premesso, non si concorda, però, con chi sostiene che la creatività umana nell’ideazione degli spot venga fondamentalmente relegata al ruolo (passivo) dell’esame di quanto siano andate bene le campagne passate, per attenersi alle diverse versioni di annunci che hanno maggiori probabilità di catturare l'attenzione, fornite dall’IA. Dato che solo la mente umana può immaginare e guidare l’IA in strategie di storytelling vocate all’intelligenza emotiva. Ad es. ideando una scenografia dello spot di una bevanda in grado di mostrare come un consumatore, isolato in un ambiente iper-tecnologizzato, sappia prediligere quel prodotto proprio per il suo potenziale valore di esaltazione delle relazioni umane.
Da questo punto di vista emergono allora altri limiti del ricorso all’IA. È già stato infatti autorevolmente sottolineato (N1) come “I contenuti generati dall'intelligenza artificiale spesso mancano del tocco personale, della creatività e delle sfumature emotive che gli esseri umani possono apportare”. Tendono a seguire schemi prevedibili, il che può tradursi in materiale ripetitivo o eccessivamente generico. Questo rende più difficile coinvolgere o connettersi con il pubblico a un livello più profondo”. Questi stessi esperti di MKT osservano come: “I chatbot tendono a basarsi su script e algoritmi predefiniti, che possono portare a risposte troppo generiche che non rispondono alle esigenze specifiche del cliente. Questo diventa un problema significativo quando i clienti devono affrontare problemi complessi che richiedono una comprensione sfumata o un giudizio umano”.
Da quanto sopra emerge come nella gestione del MKT la collaborazione uomo-IA deve divenire attualmente un must da cui non si può prescindere. Soprattutto al fine di migliorare l’efficacia degli stati di MKT passivo, con quei frequenti e performanti aggiornamenti del blog aziendale ottenibili avvalendosi sia dei feedback pubblicitari delle campagne guidate dall'intelligenza artificiale, che dei segnali contenuti nella messaggistica con i clienti che interloquiscono con il blog.  Anche se tale collaborazione trova inevitabilmente dei limiti intrinseci nella misura in cui un operatore improvvisato dell’IA interno all’azienda - ovvero un professionista esterno privo delle dovute competenze esperienze – non solo forniscano con il loro attivismo risultati inferiori alle grandi attese, ma soprattutto che favoriscano l’operato di operatori di aziende rivali, che sanno meglio gestire l’IA.                          
Per poi non dimenticare anche quei lati oscuri del ricorso all’IA, qualificabili come vicende di subdola concorrenza. Il riferimento è a quel potenziale di azioni di malevole pubblicità attuabili con l’IA nell’intento di creare scene di deep fake capaci di generare sentimenti o sensazioni negative, ma che, per similarità, possono subliminalmente alludere, nella mente dello spettatore, alle quasi identiche e rassicuranti immagini di località, design o pittogrammi di etichettatura, che abbia invece memorizzato come connotazioni iconiche dei prodotti dei concorrenti.                                                    
Infine è necessario ricordare che, ai sensi  dell’articolo 25 della recente legge italiana sull’IA (n.132/2025): “sono consentite le riproduzioni e le estrazioni da opere o da altri materiali contenuti in reti o in banche di dati cui si ha legittimamente accesso ai fini dell'estrazione di testo e di dati.
L'estrazione di testo e di dati è consentita quando l'utilizzo delle opere e degli altri materiali non è stato espressamente riservato dai titolari del diritto d'autore e dei diritti connessi nonché dai titolari delle banche dati.”
A questo va anche aggiunto che, per consentire all’IA una profilazione accurata degli utenti, è necessario raccogliere grandi mole di dati personali; processo che può – però - creare il rischio di violazioni della privacy, se non gestito correttamente. 


(N1) Il lato oscuro dell'intelligenza artificiale nel marketing: Le insidie più comuni e come evitarle






DAZI, VIDEOPRESENTAZIONI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

05 aprile 2025

La competizione commerciale attuale, innescata dai dazi di Trump, impone di rivedere approfonditamente la strategia di posizionamento geografico di quei prodotti che ne saranno colpiti, anche per considerarne, eventualmente, ipotesi di riorientamento su mercati esteri diversi dagli USA. Ma, anche volendo rimanere sul mercato americano, si imporrebbe comunque di rivedere le modalità di presentazione pubblicitaria dei propri prodotti, per tenere conto del nuovo posizionamento di prezzo e delle probabili reazioni dei concorrenti, tanto locali che internazionali. Anche se si è da tempo affermato il ricorso all’intelligenza artificiale (AI) per realizzare analisi di mercato e kit informativi o visuali di pubblicità, nella situazione appena descritta il ricorso all’AI non appare, però, così semplice.
In primo luogo, perché trattasi di una situazione pesantemente dipendente da scelte di natura geopolitica, temporalmente fluide e molto poco prevedibili. Ma soprattutto perché è verosimilmente difficile reperire oggi algoritmi di addestramento in grado di fornire risposte attendibili sugli esiti di un processo così in divenire. Tali dati potrebbero essere prodotti allo scopo, creandone di sintetici. E allora la cooperazione uomo-AI che si impone come strategica per cercare di minimizzare i danni in una contingenza temporale che potrebbe caratterizzarsi per una presentazione pubblicitaria carente, o rivolta a target commerciali che non sono ancora quelli giusti, ovvero ancora focalizzata su di un mercato evoluto e quindi priva di un sufficiente adattamento culturale dei contenuti.
Certamente non è solo l’adattamento culturale dei contenuti a rivestire un ruolo determinante, in quanto una oculata video-pubblicità deve farsi carico di colmare anche esigenze informative diversificate sia dei potenziali acquirenti di un mercato nuovo, sia di quelli di un mercato già conquistato, ma divenuto più concorrenziale. In questo secondo caso, infatti, una strategia per compensare l’effetto dell’aumento di prezzo potrebbe consistere in un mix tra azioni commerciali e di comunicazione: riduzione dei listini alla frontiera e/o di aumento gratuito del contenuto dei servizi commerciali o di manutenzione, allungamento delle dilazioni di pagamento, ricorso (complicato e rischioso!) alla First Sale Rule, ma soprattutto azioni di più efficace comunicazione degli elementi di vantaggio differenziale dei propri prodotti rispetto a quelli della concorrenza.
In sintesi, si tratta di prendere una decisione critica in questa fase in cui aumenti di costo per una nuova politica di comunicazione commerciale sono divenuti inevitabili. Vale a dire se sia più conveniente continuare affidarsi esclusivamente alla verosimiglianza, e quindi al supporto di una AI generata da dati non completamente confrontabili, oppure dare priorità all’interlocuzione registica responsabile di un video maker umano, capace di confrontare creativamente i contenuti e adattarli all’interno di una narrazione pubblicitaria specifica sull’evoluzione in atto.

(Da leggere:
AI, da dove vengono i dati per addestrarla? Ecco tutte le fonti | Agenda Digitale
Dazi USA e strategie export italiano 2025 | Intesa Sanpaolo

Inoltre, sarebbe importante tenere presente anche altri aspetti, come quelli sotto-segnalati:
La Grande Bugia della Qualità: Perché da sola non ti porterà mai al Successo | Linkedin
7 modi per sbagliare approccio ai mercati esteri | Linkedin
Come presentarsi per far breccia su potenziali clienti | Export Consultant
La comunicazione che crea profitto | Linkedin






ALCUNE AUTOREVOLI INDICAZIONI/RACCOMANDAZIONI SU COME OTTIMIZZARE IL RAPPORTO CON I PROPRI CLIENTI E FORNITORI

16 settembre 2024

Un buon tutorial di presentazione aziendale non serve solo ad eliminare la naturale diffidenza di chi ancora non conosce bene l’azienda, ma soprattutto per saper raccontare modalità e criteri di successo nei processi di creazione di prodotti e servizi. Tanto che una buona comunicazione, con un filmato ad es. in grado di nobilitare il prodotto/servizio, in quanto capace di creare fiducia, ne fa percepire la qualità, sia razionalmente che subliminalmente. E la fiducia a sua volta genera una buona reputazione che, soprattutto grazie alle recensioni ed opinioni dell’online, nel lungo periodo rafforza la credibilità del marchio aziendale.

E’ più efficace un buon prodotto o una buona comunicazione? (exportconsultant.it)
Le aziende che non si raccontano fanno molto male a se stesse (exportconsultant.it)
E-reputation - come gestire la reputazione online internazionale (camcom.it)

Ma importanza strategica a questo riguardo assume anche l’omogeneità del filmato con il sito in cui viene collocato, che deve essere caratterizzato dalla presenza di immagini convincenti che riflettano anche scritti su casi concreti di successo. Come pure d’interviste di significativa importanza per chi non conosce la storia aziendale. Come una sezione ad es. riservata allo storytelling, contenente un’intervista-filmato al fondatore. Per ottimizzare inoltre i rapporti con clientela lontana, non solo geograficamente ma anche per diversità culturale, una sezione del sito  potrebbe essere dedicata a risposte (sola voce o voce più immagine) a domande  preconfigurate sulla base delle tematiche/problematiche di più frequente interesse.

Cosa fare per distinguersi se tutti i nostri competitor sembrano uguali a noi (exportconsultant.it)
Da Amazon a Grom, il racconto del fondatore trasforma la marca in un mito - Il Sole 24 ORE
Customer Service e clienti lontani (camcom.it)

Siti e filmati che soddisfino questi importanti criteri, per quanto facciano parte della struttura della comunicazione aziendale, costituiscono la “prima immagine” del sapere fare aziendale  che valorizza la nostra l’italianità. Un saper fare che, come saprete, avrà modo di essere visualizzato ed apprezzato al Festival del Made in Italy il 24 settembre prossimo:

Festival 2024 - Festival del Made in Italy 2024






APPROVATA LA NUOVA LEGGE PER "LA VALORIZZAZIONE, LA PROMOZIONE E LA TUTELA DEL MADE IN ITALY"

27 dicembre 2023

Per il sostegno all'immagine e alla commercializzazione dei nostri prodotti, è molto importante che questa legge sia stata approvata con celerità. E soprattutto perché, oltre a significative disposizioni: quali la creazione di un Fondo di 1 miliardo di Euro a sostegno e rilancio delle filiere strategiche nazionali e l'istituzione della giornata nazionale del made in Italy il 15 Aprile di ogni anno, prevede la figura delle "l’imprese culturali e ricreative", individuandole anche nei lavoratori autonomi. In tal modo valorizzando, appunto, gli aspetti culturali del made in Italy. Vengono definite tali le imprese che svolgono, in via esclusiva o prevalente, attività economiche di supporto, ausiliarie o comunque strettamente funzionali all'ideazione, creazione, produzione, sviluppo, diffusione, promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione o gestione di beni, attività e prodotti culturali. Che vengono identificati in: beni, servizi, opere dell'ingegno, nonché i processi ad essi collegati, e altre espressioni creative, individuali e collettive, anche non destinate al mercato, inerenti a musica, audiovisivo e radio, moda, architettura e design, arti visive, spettacolo dal vivo, patrimonio culturale materiale e immateriale, artigianato artistico, editoria, libri e letteratura. L'articolo 27 del DDL prevede inoltre la figura del "creatore digitale", individuata nell'artista che sviluppa opere originali ad alto contenuto digitale.
Contributi: È inoltre previsto che il Ministero della cultura, al fine di promuovere e valorizzare il made in Italy, e di rendere maggiormente competitivo il settore culturale e creativo, promuova e sostenga gli investimenti effettuati nel territorio nazionale dalle imprese culturali e creative mediante l’erogazione di contributi in conto capitale. A tal fine autorizzando la spesa di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033. Legge 27 dicembre 2023, n. 206 - (gazzettaufficiale.it).






UNA VIDEOPRESENTAZIONE RAPPRESENTA UNO STRUMENTO INSOSTITUIBILE PER LA MULTICANALITA’, IL SOCIAL IMPACT MKT E PER MARCARE LA DIFFERENZA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

10 ottobre 2023

Un opportuno ricorso al potere della descrizione filmica viene oggi consigliato anche per efficacemente contrastare un presunto indebolimento del potenziale attrattivo dei marketplace b2b. Contrasto da realizzare, appunto, con un uso efficace e dinamico della video-presentazione nel contesto della multicanalità, per riuscire a costruire su di essa delle customer experience evolute: E-COMMERCE: È FINITO IL BOOM? - (Progetti Commerciali); Perché i marketplace b2b stanno deludendo? Stiamo sbagliando qualcosa? - (camcom.it). E anche per rafforzare il posizionamento del brand, grazie ai messaggi visivi di un social impact marketing in grado di promuovere (oltre a eventuali prodotti commerciali) valori e modi positivi di vivere, tanto per l'individuo quanto per la collettività. Marketing Sociale: cos'è, a cosa serve, vantaggi | Digital Coach - (digital-coach.com). Se non addirittura per contrastare, con spot e parole esplicative e convincenti, la stessa concorrenza esercitata da taluni influencer: Bruciare la concorrenza? Sì, con i social | WSI - (wallstreetitalia.com).
Infine per potersi avvalere del potenziale, persuasivo ed evocativo al tempo stesso, di quelle di immagini che possono fare la differenza tra intelligenza umana ed artificiale (IA). Si tende giustamente ad affidarsi con sempre maggiore propensione alle potenzialità dell’IA, soprattutto nel MKT quantitativo. Ma, nel caso dell’export ad esempio, quando si deve avere la massima cura della personalizzazione del prodotto/servizio e della suo confezionamento commerciale per comunicare al meglio simboli, idee e processi, che possono assumere significati differenti in aree culturalmente molto distanti, è il soggetto umano creativo che, invece di attenersi alle indicazioni di un algoritmo di riferimento, riesce a realizzare il filmato o l’immagine con il coraggio di rompere gli schemi, per avvantaggiarsi di quell’intuizione geniale cui l’IA non avrebbe mai accesso. Per questi motivi, nell’era dell'IA visiva, l'immaginazione umana acquisirà un valore ancora più elevato.






PERCHÈ OGGI SERVE ANCORA DI PIÙ UNA ACCURATA VIDEO-PRESENTAZIONE DEI PROPRI PRODOTTI E SERVIZI

10 ottobre 2023

Perché testimonianze professionali e qualificate indagini al riguardo sottolineano la necessità di associare inevitabilmente la componente psicologico-emozionale agli elementi razionali del MKT. Le motivazioni sono peraltro numerose, e vanno ricondotte anche ai nuovi e dinamici fabbisogni informativi connessi con innovazioni nell’attività di vendita.
In primo luogo per continuare ad nutrire l’attenzione dei consumatori nei negozi fisici e in quelli virtuali: La personalizzazione digitale di prodotto aprirà nuovi mercati - (camcom.it); Quali sono i vantaggi del Live Shopping per la tua strategia? - (Skeepers); Cos’è il Live Shopping? Ecco le novità del 2022 - (VTEX)

In secondo luogo per potersi avvalere degli effetti espliciti e subliminali del neuromarketing. Neuromarketing: capire mente e comportamenti del cliente - (camcom.it). Un esempio tipico è quello di fare percepire al cliente, in particolare nell’ambito dei servizi, il valore della propria proposta commerciale. Quando, cioè, gli spot e le video-descrizioni proposte vengono impostate proprio allo scopo di anticipare la risposta ad esigenze inespresse dal cliente, contribuendo a fargli percepire nel modo migliore il valore prospettico dei benefici materiali che ritrarrà: Il valore percepito dal cliente non è quello che pensiamo noi - (exportconsultant.it). Ciò vale in particolare se si sta vendendo un prodotto conto-terzi. Strategie Comunicazione Aziende Conto-Terzi - (exportconsultant.it).






DOPO L'APPROVAZIONE DEL DDL SUL MADE IN ITALY PRESENTATO DAL MINISTRO DEL MIMIT

02 giugno 2023

È bene mantenere sempre ben chiari gli aspetti definitori su un ambito come questo, per taluni ancora sfocato e spesso fonte di spiacevoli inconvenienti. Oltre a ricordare che, in aggiunta ai sistemi di verifica dell'originalità via App, si dovrebbe cercare di soddisfare proattivamente la curiosità: evocativa del Made in Italy, indirizzando il cliente su siti e social aziendali che forniscano una videoillustrazione pubblicitaria dei prodotti nelle principali lingue estere, per il contrasto all'Italian Sounding.
Non si scherza con il “Made in Italy” (2) - (lexology.com)
Made in Italy o 100% Made in Italy? (exportiamo.it)
L'uso di marchi ingannevoli, falsa indicazione di provenienza e "Made in Italy" - Lessologia (lexology.com)
Italian sounding 2022 (camcom.it)






DOP E IGP: AD APPROVAZIONE COMPLETATA, OCCORRERÀ NON SOLO AGGIORNARE ETICHETTATURA ED IMMAGINI DEI PRODOTTI, MA ANCHE ATTREZZARSI PER IL TURISMO A “DENOMINAZIONE DI ORIGINE”

02 maggio 2023

Alla commissione UE sull'agricoltura è stata infatti da poche settimane votata all'unanimità una modifica al regolamento sulle indicazioni geografiche. Per le Dop e le Igp prevede, tra l'altro, che il produttore indichi il proprio nome sui suoi prodotti così etichettati. Per quelli Igp si dovrà, inoltre, specificare l'origine della materia prima principale. Con il risultato di impedire tentativi di evocazione a fini commerciali, come ad esempio nell'ambito dell"aceto balsamico o del prosecco. Ma forse la novità più importante è che nella bozza di regolamento viene previsto per i Consorzi di Tutela un ruolo istituzionale nella promozione del cosiddetto “Turismo DOP”, ovvero quello enogastronomico legato in vario modo a prodotti a Indicazione Geografica. Ora bisognerà, però, attendere l'esito degli esami alla plenaria dell'Europarlamento e del passaggio al Consiglio e in Commissione. Sarà comunque una buona occasione per creare video non isolatamente legati al prodotto, ma anche al suo contesto a valenza turistica.
Ue, via libera al nuovo regolamento Dop e Igp in Commissione agricoltura (edagricole.it)
PRODOTTI DOP E IGP/ Nel nuovo regolamento Ue accolte le istanze dell'Italia (ilsussidiario.net)
IGP e DOP, la UE vota compatta le nuove regole (qualivita.it)
Il nuovo Regolamento Ue punta a rafforzare il turismo eno-gastronomico (igrandivini.com)




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